Luoghi da visitare
Il Santuario di Romitello
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Il santuario sorge a 800 metri sul livello del mare, in una delle zone più panoramiche della Sicilia, e si protende, come celeste baluardo, sui 17 Comuni del Golfo di Castellammare. Il santuario è sorto e si è sviluppato fin dalla metà del sec. XV: da principio semplice cappelletta di circa m 3 x 3 e due cellette attigue. Il quadro che vi si venera rappresenta la deposizione di Gesù dalla Croce sulle ginocchia della sua santa Madre, ripresa con gli occhi rivolti al cielo, quasi a predire la sua ascensione.
E’ di buon valore artistico, dipinto su tela. La tradizione lo vuole apparso al Beato Giuliano Mayali nel fitto del bosco che allora ricopriva la contrada Carrubbella soprana, ove appunto quel santo monaco si ritirava a pregare. Iv
i, infatti, sorgeva il monastero benedettino di Santa Maria delle Ciambre, presso il quale il Beato Giuliano si costruì un piccolo romitorio, che dal lui, appunto umile romito, prese il nome di Romitello.
Il Beato Giuliano Mayali, nato a Palermo, era stato uno dei personaggi più qualificati del sud Italia, per le importanti missioni diplomatiche da lui svolte e per le altre preziose opere sociali realizzate. Il suo animo filantropico si conclama nella supplica, scritta nel 1429 dal convento di San Martino delle Scale col chiaro intento di suscitare un sussulto d'orgoglio dei “Multi Spettabili Signori” che componevano il Senato (consiglio comunale) di Palermo, e che diede l’input alla fondazione dell'Ospedale Grande e Nuovo, di cui è l'erede l'attuale Ospedale Civico. In occasione della sommossa popolare del 20 marzo 1450, il popolo palermitano lo acclamò Padre della Patria, per aver ottenuto l’amnistia generale dal re Alfonso V. Nel 1470 passò alla patria celeste carico di buone opere. Morto il Beato Giuliano, continuarono la sua opera i monaci Benedettini fino al 1639, anno in cui essi abbandonarono il monastero della Ciambre, che poi, un po’ alla volta, andò in rovina. Il piccolo oratorio del Romitello, invece continuò ad essere polo di attrazione per i devoti. La Curia arcivescovile di Monreale, dopo esame critico di alcuni fatti straordinari accaduti, il 31 agosto 1896, dichiarava miracolosa l’immagine della Madonna del Romitello.
A Breve distanza di tempo, il Santuario, fu affidato a sacerdoti diocesani, poi ai PP. Agostiniani. Dal 1904 al 1920 ne prese la cura il Canonico Baldassarre Safina. Sotto la sua gestione furono ampliati i locali, bonificati i terreni; fu ricostruita la Confraternita dell’Addolorata. Nel 1920 il santuario fu affidato ai Padri Passionisti. Sotto di loro fu realizzato l’antico sogno dell’incoronazione della Madonna, il 27 agosto 1922.
Nel frattempo la zona circostante è stata completamente trasformata ed abbellita, grazie alla bonifica ed al rimboschimento della montagna. Ampi piazzali sono stati aperti per il parcheggio delle autovetture.
Accanto al piccolo convento è sorto pure un moderno fabbricato per accogliere la comunità passionista. Nell’ampio pianterreno di esso, è sistemato provvisoriamente il Santuario, in attesa che sorga quello nuovo. A breve distanza dal Santuario sorge una casa di Preghiera, piccola oasi dello spirito, per coloro che desiderano ritirarsi per gli esercizi spirituali o per altre attività religiose e culturali.
Nel 1971 nel santuario veniva eretta la Parrocchia di Maria SS. Addolorata del Romitello. In essa i pellegrini, in tutte le ore del giorno, oltre al conforto della materna intercessione della Vergine del Romitello, trovano premurosa e cordiale assistenza spirituale da parte dei Passionisti, sempre pronti per il servizio della Parola e per l’amministrazione dei sacramenti.
Ed è per tutti questi motivi, e per l’importanza storica e religiosa del luogo, che il nostro Arcivescovo Pio Vigo, ha eretto questo santuario, come luogo visitabile per l’acquisto dell’indulgenza Giubilare.
Istituto delle Figlie della Misericordia e della Croce

Istituto fondato da Madre Maria Rosa Zangàra, nata a Partinico l’8 Novembre 1844 e vissuta in fama di santità. Madre Zangàra visse gli ultimi dodici anni della sua straordinaria vita a Borgetto dove compì il suo primo vero miracolo nel 1911, evitando la diffusione dell’epidemia del colera. Qui morì l’8 Aprile 1914 e in questo Istituto sono conservate le sue spoglie e il museo delle sue reliquie. Oggi l’Istituto delle Figlie della Misericordia e della Croce è diffuso in tutto il mondo: le Missionarie si trovano anche in Romania, Messico ed Etiopia, a riprova che è nel servizio verso gli altri il significato più autentico di “Chiesa” e il messaggio originale della Fondatrice.